Racconti e leggende popolari
Racconti e leggende popolari
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Un paese conserva molto più di quanto raccontino le date, gli archivi e i documenti ufficiali. Conserva voci, soprannomi, gesti, paure, burle, proverbi, mestieri scomparsi, credenze e personaggi che hanno attraversato le strade lasciando dietro di sé una storia minuscola e, proprio per questo, preziosa.
In Racconti e leggende popolari – Come eravamo…! Chi eravamo…!, Antonino D’Amico torna alla Librizzi della propria memoria e a quella ricevuta dalla tradizione orale, raccogliendo episodi realmente tramandati, ricordi autobiografici, figure popolari, storielle e leggende nate tra le campagne e le piazze dei Nebrodi.
Passano attraverso queste pagine contadini, barbieri, artigiani, preti, anziane devote, proprietari terrieri, giovani burloni, animali, mugnai e narratori improvvisati. Accanto a loro affiorano il mondo magico delle credenze popolari, le ninfe, i folletti, i tesori nascosti e quelle spiegazioni fantastiche con cui una comunità interpretava ciò che ancora non sapeva spiegare.
L’ironia è frequente, ma conserva una sostanza profondamente umana. Dietro una battuta dialettale o una vicenda apparentemente buffa compaiono le condizioni materiali di una Sicilia contadina, le differenze sociali, l’analfabetismo, la religiosità, la solidarietà, le paure e l’ingegno necessario a vivere.
D’Amico scrive con lo sguardo di chi conosce quel mondo dall’interno e sente l’urgenza di trattenerne almeno una parte prima che il tempo ne cancelli definitivamente le tracce.
Il risultato è una piccola storia sociale della comunità, costruita dal basso: attraverso ciò che la gente ricordava, raccontava e continuava a raccontare.
