979-1282446570
Dies Irae
Dies Irae
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Kabul, 1992. Hadya ha dodici anni, un padre che vorrebbe mettere in salvo i libri insieme alla memoria storica e una madre medico che esce a soccorrere i feriti mentre le esplosioni scuotono le case. La guerra è già nelle strade, ma fra le mura domestiche si continua a discutere, a studiare, perfino a ridere. Hadya impara a suonare il rubab e immagina una vita che possa appartenerle.
Quando i talebani conquistano la città, quelle abitudini diventano proibizioni. I libri si nascondono, le lezioni proseguono in segreto, le donne devono chiedere il permesso di esistere nello spazio pubblico. In quella Kabul sempre più silenziosa, Hadya si innamora di Fawad, un giovane artigiano dalle mani sporche di legno di gelso. Con lui, il futuro torna a sembrare possibile.
Poi arriva la violenza cieca. Nella detenzione, accanto a donne di cui nessuno sembra voler ricordare il nome, Hadya scopre una rabbia che cambia il significato di ogni insegnamento ricevuto.
La fuga e l’esilio non basteranno a chiudere i conti con quella scelta. Per ricominciare, Hadya dovrà trovare parole capaci di raccontare anche ciò che vorrebbe tacere.
Dies Irae – Il Paese dell’Azzurro Violato è un romanzo sull’amore e sulla libertà femminile, ma anche sul prezzo della coscienza.
Tramite Hadya Kabul conserva ancora i suoi libri, la sua musica e le persone che la guerra avrebbe voluto ridurre al silenzio.
